100 milioni per un tram da Casanova al centro città? Spendiamoli meglio

Leggere di possibili investimenti per la mobilità sostenibile cittadina fa naturalmente molto piacere, è quella la strada giusta. Un dato di fatto va però sottolineato: i problemi più urgenti da affrontare non riguardano tanto il modo di spostarsi dei bolzanini, ma piuttosto i milioni di passaggi annui sull’A22 e le decine di migliaia di pendolari che “assaltano” quotidianamente la città. La proposta di una linea di tram cittadino lanciata dalla Giunta – un progetto già presente nel Pum 2010 – non può che lasciarmi molto perplesso. Già nel 2011 scrivevo testualmente: “Il tram cittadino da Casanova al centro è un lusso che non ci possiamo per ora permettere. Certamente non è prioritario e va ben ponderato anche alla luce della scarsa propensione del cittadino di Bolzano ad usare i mezzi pubblici (7,6 spostamenti su 100 a fronte di 15 spostamenti su 100 in altre città simili alla nostra)”. Inoltre le linee della Sasa svolgono già questo compito in modo molto più economico (peccato per i nuovi acquisti di autobus a gasolio invece che a metano) e senza la necessità di fare impazzire la già provata viabilità cittadina con nuovi cantieri stradali.

Io naturalmente sono favorevole all’uso del mezzo pubblico ed in particolare del treno e del tram. Tuttavia noto con dispiacere che ancora una volta non si capisce quali siano le priorità della città di Bolzano, che qui ripeto ad usum delphini: 1) la messa in galleria dell’autostrada del Brennero e 2) far entrare i pendolari in città non con auto privata ma con altri mezzi, appunto il treno e il tram. Tali priorità sono dettate da considerazioni sanitarie e per quel che riguarda i pendolari si traducono nella costruzione del cosiddetto “terzo binario”, che permetterebbe l’uso di tipo metropolitano della ferrovia sia da sud (Bassa Atesina, Ponte Adige) e che costerebbe soltanto una quarantina di milioni e non i cento dell’inutile tram cittadino. A seguire verrebbe poi il tram per Appiano-Caldaro, un progetto su cui occorre creare una forte sinergia con i comuni interessati. Poi ancora il raddoppio della linea meranese, almeno fino a Terlano. E una volta data una concreta alternativa di mobilità ai pendolari, si potrebbe finalmente procedere anche con l’introduzione del road pricing.

Morale: le risorse disponibili andrebbero concentrate su opere che vadano ad intervenire efficacemente sui veri nodi, il tram cittadino può aspettare!

Pierluigi Gaianigo

Movimento 5 stelle Bolzano



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