Pubblichiamo il testo di una email inviata da un genitore sui furti che sono avv…

Pubblichiamo il testo di una email inviata da un genitore sui furti che sono avvenuti nelle scuole, di cui oggi ha dato notizia la stampa… L’abbiamo letta adesso, non possiamo non notare la preoccupazione che traspare dalle parole contenute in questa lettera, preoccupazioni che ci sentiamo di condividere.. Davvero non si è provveduto a riparare …

Violante, lo smemorato di Dire Daua

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“Luciano Violante, candidato testardamente dai partiti a un altissimo ruolo di garanzia quale quello di giudice della Corte costituzionale, oltre ad avere un lunghissimo curriculum politico capace di resistere al tempo e al passaggio dalla prima alla seconda Repubblica, ha anche forti lacune mnemoniche a proposito proprio di quell’interstizio costellato di bombe, patti e ricatti mafiosi, che è il periodo tra il 1992 e il 1994: uno dei periodi più oscuri del Paese sul quale Violante non ha contribuito a far luce. Luciano Violante, infatti, dopo soli 17 anni dai fatti accaduti ha cominciato a ricordare. Ha ricordato che Don Vito Ciancimino – ex sindaco mafioso di Palermo, interfaccia dei “corleonesi” di Totò Riina nei rapporti con la politica – insisteva per parlare con lui nell’autunno del 1992, dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio. Nelle dichiarazioni ai magistrati, Violante ha ricordato pure che “si trattava di una ‘cosa politica’ o di una ‘questione politica‘”.
Ha ricordato che Ciancimino avrebbe potuto dire “cose importanti” e “avrebbe chiesto qualcosa”. Ha ricordato di aver suggerito a Vito Ciancimino di inoltrare richiesta formale di essere ascoltato alla commissione Antimafia che lo stesso Violante presiedeva allora.
Ha dimenticato, allora, nel 1992, e anche dopo, di avvertire l’autorità giudiziaria. Improvvisamente, nel 2009, Violante ha un’illuminazione e si presenta ai magistrati dopo che l’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia finisce sui giornali. Può essere che l’illuminazione gli sia arrivata perché Massimo, il figlio di Don Vito, metteva nero su bianco nei verbali che, per suo padre, Violante era l’“unico che riteneva in grado di mantenere i dovuti contatti con ambienti istituzionali e della magistratura”. Allora Violante ha ricordato, ha ricollegato i fatti e, dopo 17 anni, li ha ricostruiti. Forse ancora non aveva capito.
Fino ad allora, Violante sosteneva di non sapere nulla di trattativa, eppure, nell’estate del 1993, ha ricevuto una relazione della Dia (Direzione Investigativa Antimafia) in cui si analizzavano gli ultimi fatti stragisti: a maggio la bomba in via Fauro a Roma, e in via dei Georgofili a Firenze; a luglio le bombe al Pac di Milano e a San Giovanni e San Giorgio al Velabro, a Roma. Nella relazione si parlava chiaramente di “progettazione ed esecuzione di attentati in grado di indurre le Istituzioni a una tacita trattativa”. Anche questo se l’era scordato?
Ma non è finita. Le amnesie continuano a vanno a sbattere sulla dissociazione, l’istituto giuridico che elargisce sconti di pena agli aderenti a un’associazione terroristica che forniscono informazioni utili all’autorità giudiziaria. A domanda dei magistrati sulla possibilità di applicare la dissociazione anche ai mafiosi, Violante risponde: “Io mi mostrai subito molto critico sul punto, sostenendo che non aveva senso applicare all’antimafia la dissociazione applicata nell’ antiterrorismo”. Ma dagli archivi dell’agenzia Ansa viene fuori un lancio del 29 marzo 1995 il cui titolo è inequivocabile: MAFIA: VIOLANTE PROPONE LEGGE SULLA DISSOCIAZIONE.
Un’altra piccola amnesia. Affidereste, quindi, la Costituzione e la garanzia delle leggi del Paese in cui vivete a questo personaggio?” M5S Camera e Senato

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INTERROGAZIONE “POPOLARE” DEL M.5.S. DI FORMIA.

Un’opera pubblica di cinque milioni di euro, approvata, progettata, finanziata, appaltata, aggiudicata e mai realizzata. Questa è la storia del complesso edilizio ex colonia Di Donato a Castellone. Si tratta di un immobile con tremila metri quadrati di parco, di proprietà del Comune di Formia, ceduta in comodato d’uso per 25 anni all’IPAB SS. Annunziata di Gaeta per realizzarci i lavori di restauro e ristrutturazione per un progetto finanziato dalla Regione Lazio.

Ebbene, nonostante i lavori sarebbero dovuti partire oltre 18 mesi fa, il cantiere non è mai stato aperto.

Addirittura la ditta Sacen srl, aggiudicatrice dell’appalto, ha già incassato la somma di 307.437,57 euro (oltre IVA 21%) per la realizzazione di un centro polivalente (1 lotto – importo a base d’asta 498.498,96 euro di cui 14.800 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso – CUP: I86E11000240002, CIG: 3385749874 – come da verbale sottoscritto dal Responsabile del Procedimento dott. Erasmo Valente).

Oggi il complesso edilizio dell’ex colonia Di Donato, nonostante gli impegni di spesa, versa in condizioni estremamente precarie. Un luogo frequentato quotidianamente da centinaia di ragazzi e famiglie è diventato ricettacolo di ratti, rettili, insetti e rifiuti di ogni genere, senza che né il proprietario del complesso edilizio (Comune di Formia) che il gestore (IPAB SS. Annunziata) provvedano agli impegni ordinari di manutenzione.

Per questo motivo il meetup del Movimento 5 Stelle di Formia ha deciso di inoltrare questa interrogazione “popolare” al Comune di Formia, alla Regione Lazio e all’IPAB, con tutti i crismi previsti dalla forma, per chiedere conto dei cinque milioni di euro investiti e mai utilizzati per il complesso ex colonia Di Donato.

Interrogazione popolare

al Comune di Formia

all’IPAB SS. Annunziata di Gaeta

alla Regione Lazio, Dipartimento programmazione economica e sociale

Direzione generale delle politiche sociali e della famiglia

Area comunicazione e coordinamento delle attività sociali

Il meetup del Movimento 5 Stelle di Formia

PREMESSO

che il Comune di Formia è proprietario del complesso immobiliare sito in via Olivetani n. 19 denominato “ex Colonia Di Donato”, comprendente il fabbricato trasferito al Comune di Formia con deliberazione della Giunta Regionale n. 7219 del 25/09/1990 a seguito dell’estinzione dell’IPAB colonia climatica “Federico Di Donato”, ed il terreno annesso al fabbricato acquisito dal Comune di Formia con atto del 21/12/1998 rep. n. 46008/11218 dal Comune di Roma;

– che il complesso trasferito al Comune di Formia con il vincolo di destinarlo ad attività sociali è stato nel tempo sede di attività di tipo scolastico, amministrativo, ludico / associative, socio / assistenziali, è stato oggetto di un DOCUP finanziato dalla Regione Lazio e con il quale è stato realizzato un parziale intervento di risanamento conservativo;

che attualmente l’immobile si trova in stato di totale abbandono e degrado, inutilizzato ed in condizioni fatiscenti anche con pericolo per la pubblica incolumità;

che è stata più volte ribadita la volontà che tale immobile resti di proprietà pubblica, finalizzato ad un utilizzo di tipo sociale, nel rispetto di quanto previsto dal vincolo di destinazione di cui all’art. 9 della Legge Regionale n. 19 del 1984, con il quale è stato trasferito;

che l’IPAB SS. Annunziata, nell’ambito della programmazione socio – culturale tesa a organizzare iniziative e a fornire servizi ai cittadini del Comune di Formia, ha inoltrato istanza alla Regione Lazio per la concessione di un finanziamento finalizzato ai lavori di ristrutturazione e adeguamento dell’immobile “ex Colonia Di Donato”, finanziamento concesso dalla Regione Lazio con deliberazione n. 69 del 25.02.2011 e che pertanto l’IPAB SS. Annunziata, con nota del 05/05/2011 prot. 18858 ha richiesto la disponibilità al Comune di Formia all’uso della struttura di cui sopra, condizione necessaria per l’ottenimento del finanziamento;

che con la stessa nota del 05/05/2011 prot. 18858, l’IPAB SS. Annunziata propone in cambio al Comune di Formia l’utilizzo dei due beni di proprietà siti in Formia in Vitruvio n. 47 l’uno ed in via Sarinola l’altro (quest’ultimo attualmente locato al Comune di Formia e per il quale il Comune corrisponde all’IPAB un canone di locazione pari a 15.575,04 euro l’anno;

che con deliberazione di consiglio comunale n. 24 del 10 maggio 2011, avente per oggetto: “Protocollo d’intesa con l’IPAB SS. Annunziata per la valorizzazione e l’uso di beni comuni finalizzato all’implementazione dei servizi sociali sul territorio”, il Comune di Formia cede in comodato d’uso gratuito per 25 anni all’IPAB SS. Annunziata il complesso denominato “ex colonia Di Donato” sito in via Olivetani n. 19, compresa la porzione dell’area esterna in misura da definirsi successivamente;

che nella stessa deliberazione l’IPAB SS. Annunziata si impegna a concedere in comodato d’uso gratuito al Comune di Formia per venticinque anni gli immobili siti in Via Vitruvio n. 47 (ex asilo nido infantile Umberto I) e via Sarinola (adibito a centro anziani);

che con delibera di consiglio comunale n. 16 del 30 marzo 2011 avente per oggetto: “Programma triennale delle Opere Pubbliche 2011 – 2013”, l’amministrazione comunale di Formia ha approvato l’importo, lo studio di fattibilità e il progetto relativo alla riqualificazione dell’ex Colonia Di Donato (settore 5 – Beni culturali);

che il 3 giugno 2012 il progetto relativo alla riqualificazione dell’ex Colonia Di Donato per la realizzazione di un centro regionale polivalente al servizio degli emigranti laziali è stato presentato pubblicamente dal sindaco di Formia Michele Forte, dall’assessore regionale alle Politiche e Sociali e alla Famiglia Aldo Forte e dal presidente dell’IPAB Raniero De Filippis al teatro Remigio Paone di Formia;

VISTO

– che il 04.11.2011, con Delibera di Giunta Regionale su proposta dell’assessorato alle Politiche Sociali e Famiglia, avente per oggetto: “Realizzazione di azioni finalizzate ad implementare la rete dei servizi socio-assistenziali nel Lazio a favore dell’IPAB (…) SS. Annunziata di Gaeta (…)”, si è preso atto che

la stessa IPAB SS. Annunziata di Gaeta, quale ente pubblico di assistenza che opera in campo socio-assistenziale nella programmazione regionale del sistema integrato di interventi e servizi sociali, come previsto nelle legge regionale n.328 dell’8 novembre 2000, con nota prot. n.50 dell’11 febbraio 2011, ha comunicato alla Direzione Regionale Politiche Sociali e Famiglia la disponibilità ad effettuare interventi per la realizzazione di servizi sociali, mediante l’utilizzazione di immobili di proprietà dell’IPAB medesimo e/o di enti pubblici presenti sul territorio, allegando a tal fine copia della nota del Comune di Formia n.2010-0061969 del 15 dicembre 2010, con la quale il Comune si dichiarava disponibile a far utilizzare la ex colonia Di Donato per le attività sociali proprie dell’IPAB;
l’IPAB SS. Annunziata di Gaeta, con nota prot. n.227 del 2 agosto 2011, a seguito della redazione del progetto preliminare, ha chiesto alla Regione Lazio un ulteriore contributo per la realizzazione del centro regionale polivalente a servizio degli emigrati laziali nella ex colonia Di Donato di Formia, e che si è ritenuto necessario procedere a finalizzare ulteriori risorse finanziarie nei confronti dell’IPAB SS. Annunziata di Gaeta, per il secondo lotto del centro regionale polivalente a servizio degli emigrati laziali nella ex colonia Di Donato di Formia, per un importo massimo di € 2.500.000,00 (duemilionicinquecentomila/00);
l’IPAB SS. Annunziata di Gaeta, con nota prot. n.227 del 2 agosto 2011, a seguito della redazione del progetto preliminare, ha chiesto alla Regione Lazio un ulteriore contributo per la realizzazione del centro regionale polivalente a servizio degli emigrati laziali nella ex colonia Di Donato di Formia;
è stato ritenuto necessario pertanto procedere, ad integrazione di quanto previsto della sopra citata deliberazione di Giunta Regionale n.69 del 25 febbraio 2011, a finalizzare ulteriori risorse finanziarie nei confronti degli IPAB SS. Annunziata di Gaeta, per il secondo lotto del centro regionale polivalente a servizio degli emigrati laziali nella ex Colonia Di Donato di Formia, per un importo massimo di € 2.500.000,00 (duemilionicinquecentomila/00);
che la deliberazione di Giunta Regionale n.202 del 6 maggio 2011 “Piano di utilizzazione annuale 2011 degli stanziamenti per il sistema integrato regionale di interventi e servizi sociali e la deliberazione di Giunta Regionale del 20 maggio 2011 n.245. Articolo 7, commi 3 e 4 della L.R. 8/2010. Bilancio di previsione della Regione Lazio per l’esercizio finanziario 2011”, si è derogato al limite per gli impegni in riferimento ai capitoli di spesa n.H41523, H41505, H41514, H41515, H41525, H41539, H41557 e H42518, esercizio finanziario 2011, nonché ai capitoli di spesa H41106, H41584 e H42518 che presentavano per l’esercizio finanziario 2011 la necessaria disponibilità, nonché al capitolo di spesa H42518 che presentava per l’esercizio finanziario 2012 la necessaria disponibilità;
e si è deliberato di dare attuazione alla seguente azione finalizzata ad implementare la rete di servizi socio-assistenziali nel Lazio: “Interventi di riqualificazione e ristrutturazione del centro regionale polivalente a servizio degli emigrati laziali nella ex Colonia Di Donato di Formia (secondo lotto), a favore dell’IPAB SS. Annunziata di Gaeta”, per un importo massimo di €.2.500.000,00 (duemilionicinquecentomila/00) a valere sul Capitolo di Spesa H42518 per l’annualità 2011;”

che la Giunta Regionale del Lazio, con delibera del 13 maggio 2011, avente per oggetto: “Modifica DGR n. 69 del 25 febbraio 2011, recante ‘Realizzazione di progetti regionali di rilevante interesse sociale per il rafforzamento del sistema integrato dei servizi sociali’ “, su proposta della Direzione Regionale delle Politiche Sociali e Famiglia”, si confermava il finanziamento a favore dell’IPAB SS. Anunziata di Gaeta per l’intervento denominato “Realizzazione di un centro regionale polivalente a servizio degli emigrati laziali nella ex colonia Di Donato di Formia”;
che nel prospetto dei lavori da affidare mediante procedura ristretta semplificata dell’anno 2014 – opere inserite nell’elenco annuale del 2014 – a firma del dirigente del settore IV Opere Pubbliche del Comune di Formia – Servizio Attuazione Programma PP. – arch. Stefania Della Notte – vi sono le seguenti richieste di finanziamento:

Intervento N. 48 – Sistemazione dell’area Di Donato: realizzazione parcheggio multipiano località Castellone – importo: 3 milioni di euro;
Intervento n. 68 – Sistemazione area Di Donato, borsale – importo: 1 milione di euro;
Intervento n. 87 – ex Colonia Di Donato, riqualificazione e arredo urbano area esterna (L. 40/99) – importo 500 mila euro;

che il 03 aprile 2012, con deliberazione del consiglio di amministrazione dell’IPAB SS. Annunziata n. 32, è stato approvato il bando di gara e il disciplinare di gara per l’affidamento dei lavori della già citata riqualificazione, per un importo a base d’asta di 2.838.011,54 euro di cui 2.567.501,54 euro per i lavori e 92.510,00 euro per gli oneri della sicurezza non soggetti a ribasso d’asta e 178.000,00 per la progettazione;

che l’appalto prevede la progettazione definitiva ed esecutiva, nonché la realizzazione dei lavori di riqualificazione del complesso ex colonia Di Donato da destinare a centro polifunzionale per gli emigrati laziali e come polo ricettivo, anche al fine di riqualificare l’area circostante e quindi il tessuto urbano del quartiere;

che il 13.02.2013 la commissione incaricata di procedere alla valutazione di gara delle offerte pervenute per l’affidamento dei lavori, nominata con decreto del presidente dell’IPAB n. 16 del 24/09/2012, aggiudica i lavori alla ditta Sacen srl, con sede in Napoli 80131 in via Colli Aminei n. 279;

che il 23.12.2013 il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, chiamato a dirimere il contenzioso tra Paolo e Mario Cosenza S.r.l., in persona del legale rappresentante p.t. e Forte Costruzione e Restauri S.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentate e difese dagli avv.ti Giuseppe Russo e Barbara Del Duca e l’I.P.A.B. SS. Annunziata, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avv. Camillo Padula, nei confronti di SACEN S.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Vincenzo Colalillo e Alfredo Zaza d’Aulisio per l’annullamento dei verbali di gara del 22/10/2012, 19/11/2012, 31/01/2013 e 13/02/2013 nella parte in cui dispongono l’ammissione della SACEN srl alla competizione di gara del decreto n. 7 del 02/03/2013 di approvazione verbali di gara ed aggiudicazione definitiva dei lavori alla ditta SACEN srl, conferma la regolarità dell’appalto e dell’aggiudicazione;

– che gli impegni di spesa relativi alla realizzazione dell’opera sono imputati ai capitoli di Bilancio Regionale n. 13304, n. 13305, n. 17212, n. 24103, n. 24581

CONSIDERATO

che la ditta Sacen srl ha già incassato la somma di 307.437,57 euro (oltre IVA 21%) per l’appalto di lavori urgenti di manutenzione ordinaria e straordinaria del complesso ex colonia Di Donato del Comune di Formia per la realizzazione di un centro polivalente a servizio degli emigrati laziali – 1 lotto – importo a base d’asta 498.498,96 euro di cui 14.800 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso – CUP: I86E11000240002, CIG: 3385749874 – ai sensi dell’art. 122, comma 7, del D. Lgs. 12.04.2006 n. 163, come da verbale sottoscritto dal Responsabile del Procedimento dott. Erasmo Valente;

– che quindi non esisterebbero alcune ragione per ritardare i lavori di realizzazione di riqualificazione del complesso ex colonia Di Donato da destinare a centro polifunzionale per gli emigrati laziali e come polo ricettivo;

SI CHIEDE

al Comune di Formia, in qualità di proprietario dell’immobile e dell’area adiacente all’ex colonia Di Donato
all’IPAB SS. Annunziata di Gaeta, in qualità di Ente al quale è stato affidata la progettazione e realizzazione dei lavori della ristrutturazione del complesso edilizio ex colonia Di Donato
alla Regione Lazio, Dipartimento programmazione economica e sociale – direzione generale delle politiche sociali e della famiglia – Area comunicazione e coordinamento delle attività sociali, in qualità di Ente finanziatore del progetto

di rendere noti i motivi che ostacolano la ristrutturazione del complesso edilizio ex colonia Di Donato di Formia.

l’organizer del meetup del Movimento 5 Stelle di Formia

Paolo Costa

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Ma che brava Concettina

Ma che brava il nostro sindaco.

La Concettina Monguzzi che si presenta come esponente civica, in equilibrio tra i vari partiti della maggioranza, e poi si candida nella lista del PD per la provincia.

La Concettina Monguzzi disgustata dalle porcherie della partitocrazia nazionale e locale, e poi si candida nel PD.

La Concettina Monguzzi che crede molto nella legalita’ e poi si candida nelle elezioni piu’ incostituzionali di sempre per un ente inutile e fonte di sprechi e prebende.

Le autorita’ intermedie sono di norma elette dalla generalità dei cittadini: una scelta imposta o dalle proprie costituzioni o leggi organiche ovvero dalla ratifica della Carta Europea dell’Autonomia Locale, convenzione firmata a Strasburgo il 15 ottobre 1985, nell’ambito del Consiglio d’Europa, che prevede all’art. 3 l’elezione diretta degli organi delle autonomie locali, che rientrano nell’ambito di applicazione della convenzione.

La CEAL è entrata in vigore il 23 settembre 1987 è stata ratificata dall’Italia con L. 30 dicembre 1989, n. 439, senza riserve e l’Italia è stata uno dei pochi Stati che l’ha recepita nella sua integralità. Ebbene con le modifiche costituzionali del 2001 gli obblighi internazionali sono vincolanti per il legislatore statale e ragionale ai sensi dell’art. 117, c. 12 Cost.: la legge 56/2014 se n’è dimenticata prevedendo come per le Province un’elezione di secondo grado.

Inoltre le leggi con premi di maggioranza sono a rischio di incostituzionalità dopo la sentenza n. 1/2014 della Consulta sul porcellum. Una legge maggioritaria al massimo consente di sapere chi governerà la sera delle elezioni, con quelle di secondo grado, invece, si può sapere che vincerà già la sera prima delle elezioni.

La scelta dell’elezione indiretta si spiega soltanto con esigenze politiche contingenti della maggioranza di governo e delle opposizioni di destra Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia: nei consigli comunali il M5S è poco rappresentato essendo un fenomeno recente esploso con le elezioni politiche del 2013. Elezioni di casta, quindi.

Nelle elezioni di secondo grado l’uguaglianza e la segretezza del voto come prevista nell’art. 48 della Costituzione non sono garantiti, come non è garantito il riequilibrio della rappresentanza di genere previsto dall’art. 51 della medesima.

Concetta, e’ ora di tornare a scuola, ma non seduta alla cattedra.

Emanuele Sana

La società dei consumi.

“Non troveremo mai un fine per la nazione, ne una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL). Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago.

Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra arguzia, né il nostro coraggio, né la nostra saggezza, né la nostra conoscenza, né la nostra compassione, né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani”.
(Robert Kennedy).

Sono passati quaranta anni ormai da quando Robert Kennedy pronunciò questo discorso il 18 marzo del ’68, a soli tre mesi prima di essere assassinato in un hotel di Los Angeles. Probabilmente, il concetto che Kennedy voleva trasmettere alla gente, inizia a balenarsi solo ora a distanza di anni. La nostra economia si basa su un modello di sviluppo che si misura con il PIL, sintetizzando si può affermare che il modello attuato è tale per cui si produce, si butta e si produce nuovamente. Questo sistema produce una serie di conseguenza che si ripercuotono nella vita di tutti i giorni. Una produzione costante necessità di un lavoro costante, e implica anche un consumo costante. Nella vita dell’individuo si traduce nel lavorare costantemente per consumare costantemente. Questo sistema è palesemente contro natura; la natura è organizzata in modo ciclico, il ciclo dell’acqua, il ciclo delle stagioni, il ciclo della vita ecc. L’uomo ha inserito in questo contesto ciclico una linea retta rappresentata dalla catena di montaggio, che ha come conseguenza una produzione incontrollata di prodotti, tutto ciò inserito in un contesto in cui le risorse disponibili sono limitate e la produzione spesso implica fortissimi impatti ambientali. In realtà non tutti i prodotti sono beni, molte cose di cui ci circondiamo sono assolutamente inutili, il loro valore è creato intenzionalmente attraverso la pubblicità, che è in grado di trasformare inutilità in prodotti richiestissimi, o di creare esigenze che di norma le persone non hanno per poter vendere prodotti. Si crea così un meccanismo che ci lega inesorabilmente al lavoro, che ci costringe alla “catena di montaggio” per poter soddisfare la nostra necessità indotta di beni di consumo.

Chi si oppone a tale sistema è definito ribelle. Chi lotta per un una vita degna e libera, chi lotta per l’uguaglianza e l’emancipazione della gente, chi crede che un mondo migliore sia possibile viene definito ribelle.
Se davanti alle questioni, si ragiona sempre e comunque in funzione del profitto, le persone e le cose passano in secondo piano, così come la vita e tutto ciò che ci rende uomini.
Ma questo mondo può cambiare, perché noi siamo il mondo, e tutti coloro che affermano di volta in volta che ormai il cambiamento non è possibile, rispondo che il vero schiavo non è colui che porta le catene, il vero schiavo è colui che non è più in grado di immaginare la libertà, ed in quello stesso istante mi sento libero.

Ivrea 5 Stelle

LA CASA NON SI TOCCA

impignorabilità

Sin dall’inizio della legislatura il M5S ha portato avanti come punto qualificante la tutela della prima casa. E’ avvenuto esattamente questo per la proposta di legge che porta la mia prima firma sull’impignorabilità della prima casa presentata a Maggio 2013. Da quando sono entrata in Parlamento ho ritenuto come punto cardine di tutte le proposte: la difesa della propria abitazione come luogo della propria identità e della propria storia.
Ho lottato per questo con fatica, sacrifici, contro i mugugni di chi avrebbe voluto cambiare qualcosa e di chi non era d’accordo. E non nego che spesso sono rimasta con l’amaro in bocca ma anche con una grande consapevolezza: quella di aver fatto qualcosa di concreto per aiutare i cittadini. Ed è questo che per noi conta di più!


Oggi dinanzi alla sentenza della Corte di Cassazione che premia il mio lavoro e il lavoro dei miei colleghi che con vari emendamenti hanno tentato di porre un argine all’azione invasiva di pignoramento della prima casa da parte di Equitalia posso dire che sono contenta!! Perché tutto lo studio e le notti a cercare di migliorare anche partendo dalle piccole cose questo paese pian piano sta portando i suoi risultati!!!
Questa è la grande dimostrazione di come il M5s sia in grado di guidare al meglio questo Paese e di come la maggioranza preferisca mortificare le iniziative a 5 stelle piuttosto che approvare misure a tutela dei cittadini e delle imprese!!
http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2014/09/impignorabilita-prima-casa-due-sentenze-premiano-il-m5s-e-i-cittadini.html

Sicilia: M5S denuncia situazione disperata dei lavoratori della Formazione Professionale

Nunzia

Il M5S oggi ha ascoltato la voce dei lavoratori della formazione e degli sportelli multifunzionali siciliani che da diversi mesi, in alcuni casi anche 20 o 30, non percepiscono stipendio. Una situazione drammatica e di precarietà che non trova risposte nelle riforme e nelle azioni del Governo Crocetta.

A questo si aggiunge l’interruzione del pubblico servizio per ciò che attiene all’erogazione delle politiche attive del lavoro, compreso la Youth Guarantee, e all’attivazione e al proseguimento dei percorsi di obbligo d’istruzione e formazione. Ciò porta ad un grave danno per lo Stato, per i disoccupati e per gli allievi che spesso appartengono a categorie sociali che devono essere tutelate e protette come ci propone l’Europa con la lotta all’esclusione sociale.

Il M5S ha chiesto di ascoltare in Commissione Lavoro il Presidente della Regione Siciliana Crocetta, il Presidente Commissione V – Cultura, Formazione e Lavoro Sicilia On. Marcello Greco, l’Assessore regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro Giuseppe Bruno, l’Assessore regionale dell’istruzione e della formazione professionale Nella Scilabra e la Dirigente Responsabile del Servizio IV – Ispettorato Regionale del Lavoro – Direzione Regionale del Lavoro Dott.ssa Corsello Anna Rosa, che ha dato le proprie dimissioni nell’agosto ultimo scorso.

Qui il video di denuncia: http://goo.gl/ozT6EN

FONTE

Risultati delle Regionalie in Emilia Romagna e Calabria

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Le regionalie online per Emilia Romagna si sono concluse ieri sera. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato.
Il candidato presidente del M5S in Emilia Romagna è Giulia Gibertoni.
La lista che presenterà il M5S in Emilia Romagna è la seguente:
Piacenza: Gnecchi Silvana lucia, Buzzini Roberta, Accordino Roberto, Vecchi Leonardo.
Parma: Rossi Francesco, D’alessandro Andrea, Minari Renzo, Chiara Maffucci(*), Patrizia Adorni(**)
Reggio nell’Emilia: Sassi Gianluca, Cardelli Paola, Di monda Rosa, Todaro Fabrizio, Bohne Gina lucia, Grizi Andrea.
Modena: Gibertoni Giulia, Giovanardi Simone, Rebecchi Pier giorgio, Valmori Carlo, Ferrari Stefano, Natali Sabrina, Barbieri Federica.
Bologna: Piccinini Silvia, Gamberini Raffaella, Zanarini Carla, Cristofori Giulio, Pattacini Dalio, Paolucci Nauel, Brugi Francesca, Fiorini Tania, Mazzoli Federico, Ancora Rosario, Diana Nunzio.
Ferrara: Ventura Gabriella, Batistini Paola, Boggian Massimo, Cantale Silvio alessandro.
Ravenna: Orani Ilsa, Versari Simona, Piazza Daniele, Baldi Eugenio.
Forlì: Rossi Anna, Mirto Damiana, Amadei Imerio, Bertani Andrea, Martini Davide.
Rimini: Battistel Fausto, Sensoli Raffaella, Monti Stefano, Cipolletta Elena.
Il candidato presidente del M5S in Calabria è Cono Cantelmi.
La lista(***) che presenterà il M5S in Calabria è la seguente:
Cosenza: Ciappetta Francesco, Forciniti Francesco, Calabrò Giorgia maria, Turco Francesco,
Rinaldi Nicholas, Bezzon Laura, Orlando Enzo, Piemontese Eugenio francesco, Belsito Massimo, Dalise Gemal francesco, Gambino Fabio, Leone Luigia.
Catanzaro: Scerbo Silvia, Cantelmi Cono, Coratto Stefano, Marinaro Espedito, Donato Salvatore, Calabretta Giulio.
Reggio Calabria: Salvaguardia Salvatore, Auddino Giuseppe, Sergi Davide, Caminiti Vincenzo, Morabito Daniele, Rombolà Fernanda, D’africa Vincenzo. Crotone: Cortese Giuseppe, Scarpino Domenico.
Vibo Valentia: Morelli Massimo, Di bella Melania, Barbuto Natale enrico.
Guarda il dettaglio di tutti i risultati

(*): Per ottemperare ai requisiti di legge sulle quote rosa nella provincia di Parma è stata inserita nella lista Chiara Maffucci in quanto è stata la prima ad aver risposto all’appello per le candidate donne
(**): A seguito della rinuncia di Raffaella Iacci subentra Patrizia Adorno, che è stata la seconda ad aver risposto all’appello
(***): A parità di voti è passato il candidato che ha ottenuto per primo l’ultimo voto

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Il M5S chiede l’Istituzione dell’albo regionale delle cooperative sociali e del registro delle associazioni di promozione sociale

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“La nostra regione brancola nel buio e non recepisce le leggi nazionali”

In tema di cooperative sociali ed associazioni di promozione sociale, la nostra regione brancola nel buio e non recepisce le leggi nazionali”. Così la deputata del Movimento 5 Stelle Claudia La Rocca denuncia lo stato dell’arte agli organi di stampa e presenta numerosi atti parlamentari all’Ars. La parlamentare chiede l’istituzione dell’albo regionale delle cooperative sociali e del registro delle associazioni di promozione sociale, già previsti dalla legislazione nazionale, rispettivamente dalle leggi 381 del 91 e 383 del 2000, attraverso una mozione e due interrogazioni.

Nel primo caso vediamo il recepimento da parte della Regione della legge nazionale, ma la non applicazione; nel secondo caso, invece, ancora non è stata neanche recepita la norma nazionale.

E pensare che il 1° comma dell‘art. 9 della 381 del 91 prevedeva l’attuazione entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge. “In Sicilia, ovviamente, – afferma la deputata Cinquestelle Claudia La Rocca – i tempi sono sempre più lunghi ma questa volta praticamente infiniti, infatti, soltanto nel dicembre del 2000 la Regione Sicilia ha parzialmente dato corso al recepimento della legge”.

La normativa nazionale, quindi, – continua La Rocca – ha già da anni stabilito l’importanza, nonché la valorizzazione delle cooperative sociali e dell’associazionismo e sono stati di conseguenza stabiliti i principi a cui le regioni e le province autonome devono attenersi”. “Come spesso accade, – conclude la parlamentare M5s – le leggi in questa regione rimangono carta scritta, privando, quindi, chi ha un ruolo sociale importante, di strumenti utili per la propria sopravvivenza. Chiediamo a questo Governo di colmare urgentemente queste lacune che si trascinano ormai da troppi anni”.

Servono investimenti per i giovani. Spazioanteprima è inadatto

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Chiediamo il ripristino della legalità ed il rispetto per le regole Chiediamo spazi per i giovani, spazi per i cittadini !! Dopo lo sgombero del Telos la politica deve assumersi le sue responsabilità e rispondere alla cronica mancanza in città di spazi per i giovani e per la socialità.

Non possiamo pensare che l’unico spazio comunale a disposizione dei giovani sia Spazioanteprima uno spazio piccolo che a fatica risponde ai canoni di sicurezza e che per potervi accedere è necessaria una tessera.
Spazioanteprima è una struttura che per le sue ridotte dimensioni e la sua collocazione lungo la statale e lontana dal centro fatica a coinvolgere i giovani saronnesi, inoltre l’affitto costa alla collettività più di 40.000 euro all’anno.

Per questi motivi, visto i tanti spazi non utilizzati o sotto utilizzati esistenti in città, (dalla ex scuola Pizzigoni a Palazzo Visconti, dalle tante aree dismesse all’ex scuola di via Biffi, dall’ex Tribunale agli spazi Aler del Quartiere Matteotti), crediamo sia urgente scegliere un nuovo posto in cui i giovani possano autogestirsi, incontrarsi e sviluppare i loro interessi culturali, un posto facile da raggiungere e con spazi idonei.

Chiediamo quindi subito investimenti per creare nuove opportunità d’incontro ed aggregazione per i giovani saronnesi.
Dopo le autoesaltazioni per l’avvenuto sgombero del Centro Sociale Telos, i partiti, senza perdere inutile tempo, dimostrino le loro vere intenzioni verso le problematiche giovanili.

MONNEZZOPOLI: ORA VEDIAMO DA CHE PARTE STANNO I POLITICI LUCANI

Depositata ieri una mozione dei Portavoce 5 Stelle Leggieri e Perrino che esorta la Giunta Regionale a costituirsi parte civile nel procedimento penale c.d. Monnezzopoli che vede coinvolte note aziende che operano nel settore dello smaltimento dei rifiuti.

In particolare, in base ad accordi tra Regione, Provincia e società preposte allo smaltimento dei rifiuti, quest’ultime dovevano procedere alla separazione e alla vagliatura dell’immondizia apponendo i relativi codici di attestazione di trattamento prima di portarla in discarica.

Eppure, in base alle notizie riportate anche dagli organi di stampa, secondo la Procura potentina tutto veniva destinato “tal quale” nelle discariche lucane, prescindendo dalla separazione e dalla vagliatura, apponendo un falso codice di attestazione di trattamento. Tra l’altro, sembrerebbe che molte cariche politiche locali fossero al corrente di tale scenario senza far nulla per porvi rimedio.

I due Portavoce tengono a precisare che con questa azione non si vuole anticipare alcuna sentenza di condanna nei confronti dei vari indagati ma solamente essere d’impulso all’ente Regione ad assolvere all’onere della costituzione di parte civile in un processo che la vede parte offesa del reato. Per giungere a conclusioni di tal fatta- aggiungono- bisogna attendere che la giustizia faccia il suo corso.

Tuttavia- continuano Leggieri e Perrino- nei procedimenti giudiziari relativi ad inquinamento e disastri ambientali già pendenti, la Regione Basilicata ha ritenuto di proseguire nell’inerzia più totale dimenticando di tutelare la salute dei cittadini e la salvaguardia dei territori interessati.

In questi casi, la costituzione di parte civile, oltre a rappresentare un segnale importante su come le istituzioni lucane considerino tali tipologie di reati, costituisce un atto dovuto nei confronti di una popolazione che oltre tutto si vede ai primi posti in Italia nel tragico aumento delle patologie tumorali.

Il termine per la costituzione di parte civile è quello del 30 ottobre 2014, data in cui è stata fissata l’Udienza Preliminare presso il Tribunale di Potenza. Ora vediamo da che parte stanno i politici lucani!

Gianni Leggieri – Gianni Perrino

Vedi mozione: –>

Meetup Augusta – Gestione servizio idrico: Augusta continua a pagare scelte incomprensibili

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Ancora una volta siamo costretti ad apprendere le decisioni che, verosimilmente , prenderanno i Commissari straordinari dagli organi di stampa (LA SICILIA del 17/09/2014)!

Questa volta si tratta del servizio idrico.

Nello specifico, apprendiamo che gli Illustri Commissari, per una spesa complessiva di “appena” 200mila euro (gara d’appalto con procedura negoziata con offerta economica al ribasso) naturalmente finanziati ” con le somme ricavate dalle tariffe a carico dei cittadini”, hanno deciso di dare in appalto ad una società privata, per un anno, la consulenza gestionale del servizio idrico.

Sempre per quanto riportato dalla stampa, pare che tale scelta derivi dalla necessità di avvalersi di “esperti” che affianchino i dipendenti comunali, poiché “l’ente che ha riassunto la gestione del servizio idrico non ha ancora a piena conoscenza di come muoversi“.

La prima cosa che viene da chiedersi e': ma davvero in soli 3 anni di gestione della Sai8 i dipendenti comunali hanno “dimenticato” come gestire il servizio idrico?!?

E’ lecito, altresì , chiedersi se sia veramente necessario affiancare i dipendenti comunali per “la formazione del personale; per il censimento e la rilevazione delle utenze; per la misurazione dei consumi; per la verifica della regolarità del misuratore e la costruzione di una banca dati“; infatti, chi svolgeva tali funzioni fino a qualche anno fa, non potrebbe essere nuovamente destinato a questi servizi, invece di avvalersi di esosi ” esperti consulenti privati” !?

Invero, a quasi tre mesi dalla riassunzione del servizio idrico da parte del comune, i cittadini, oltre a vedersi ancora recapitare le bollette dal fallimento Sai8 ( in relazione alle quali, molti utenti hanno pagato degli acconti che, molto probabilmente, non riusciranno mai a compensare!), brancolano letteralmente nel buio.

Infatti, a parte le informazioni relative all’Ufficio od alle modalità di comunicazione della auto lettura del contatore ( prorogata al 30 settembre), il cittadino che si trova a dover segnalare un guasto o, peggio, la mancata erogazione del servizio, viene rimbalzato da un ufficio all’altro!

Inoltre, ad oggi, non è dato sapere, quale sarà la tariffa a m3 stabilita per il servizio! Se lo scopo di riappropriarsi della gestione pubblica dell’acqua era quello di ridurre il costo della stessa, siamo curiosi di sapere se con questa scelta, che pare i Commissari abbiano già preso ( sempre per quanto si apprende dalla stampa, infatti, la gara sta per essere espletata), siamo passati, come si suol dire, “dalla padella alla brace“!

Altro problema riguarda la mancanza di un regolamento; infatti, se prima il cittadino poteva consultare la “carta dei servizi ” del consorzio Ato Siracusa ( che non possiamo certo considerare un modello a tutela del consumatore), allo stato, e non si sa per quanto tempo ancora , il servizio idrico comunale non si è dotato di un regolamento; la questione non è certo di poco conto, considerato che il regolamento , solo per fare qualche esempio, serve a disciplinare: condizioni generali della fornitura; rapporti contrattuali con l’utenza (allaccio o distacco); standard di qualità del servizio e dei rapporti contrattuali; gestione dei reclami ed indennizzo al contribuente!

Infine, ultima questione spinosa, l’annosa vicenda dello scarico delle acque reflue in mare. Com’è noto, i cittadini, pur non usufruendo del servizio di depurazione, ne hanno illegittimamente subito il costo in bolletta; inoltre, la mancanza del servizio di depurazione (che costituisce una grave infrazione alle direttive comunitarie), se la questione non verrà risolta al più presto, comporterà il pagamento di pesanti sanzioni comminate dalla Comunità Europea che graveranno, neanche a dirlo, sulle tasche dei cittadini!

Anche su questo argomento, purtroppo, dobbiamo appagarci delle frammentarie informazioni pervenuteci dai Commissari per il solito tramite della stampa!

Sappiamo solo che ci sono oltre 30milioni di euro già finanziati dal CIPE, da utilizzare entro il 31 dicembre di questo anno, pena la perdita del finanziamento! Per il resto, pare che i Commissari “non sappiano dove siano i fondi previsti” ( giornale di Sicilia del 20/07/2014), ed oltre alla manifestata volontà di allacciarsi al depuratore consortile dell’IAS ( soluzione da molti proposta negli ultimi 20 anni ma, guarda caso, mai praticata per le scelte “discutibili” di chi ci ha governato!), e ad una “riunione interlocutoria avvenuta a Palermo con il Dirigente ATO Idrico, l’ex dirigente operativo della sai8 e, per il nostro comune, il Commissario Dott. Puglisi, l’ing. Bramato ed il Segratario Generale D’arrigo” (giornale di Sicilia dell’08/08/2014), nulla di certo si sa in merito!

Aumenta la TARI…

Durante la seduta consiliare di ieri, giovedì 18 settembre, sono state approvate dalla maggioranza le aliquote TARI per il 2014, per far fronte ai 13.258.545€ richiesti dal Piano Finanziario per il Comune di Siena “elaborato e trasmesso dall’ATO Rifiuti Toscana Sud” (Delibera Consiliare). Interessante notare come, ricordando che dal 01.01.2014 il servizio di raccolta e trattamento dei rifiuti solidi urbani è passato dalla municipalizzata SienaAmbiente al consorzio (poi trasformatasi nella società “SEI Toscana Srl”) 6Toscana, vi è stato un incremento delle tariffe di circa il 2%. Durante la seduta, che ha visto il nostro voto contrario alla delibera di attuazione della TARI, ho fatto ben presente come sia assurdo questo aumento ma che, dinnanzi alle tante promesse di “risparmio dovuto alle economie di scala” (alle quali, per essere chiari, non abbiamo mai creduto), le tariffe sarebbero dovute diminuire considerevolmente, visto e considerato che l’andamento della produzione dei RSU è in costante diminuzione ormai da anni. La risposta del Sindaco, a giustificazione di ciò, lascia basiti: l’aumento è dovuto sia ad…

Le balle per posta del pd sul finanziamento pubblico

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“Vi ricordate il tweet nel quale Letta vantava l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti? Il finanziamento diretto non è stato abolito almeno fino al 2017 e, soprattutto, era quantomeno una forzatura rivendicare una legge che senza l’esempio e la critica costante del M5S mai sarebbe stata concepita. In compenso, mentre il finanziamento diretto viene gradualmente decurtato di qui al 2017, già dalla dichiarazione dei redditi di quest’anno è possibile donare ad un partito il 2 per 1000 dell’Irpef. Sono inoltre previsti i finanziamenti privati ai partiti sino ad una soglia massima di 100 mila euro, favoriti rispetto ad altre donazioni da notevoli sgravi fiscali. Definire questa un’abolizione è una barzelletta. Il Governo Renzi porta avanti la farsa di Letta distribuendo agli italiani una lettera in cui si invita a donare al Partito Democratico il 2 per mille Irpef. All’interno scopriamo che il Pd continua, senza vergogna, a vantare l’abolizione del finanziamento pubblico: “Con l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, il PD ha voluto dare un segnale di forte cambiamento al Paese. Abbiamo fatto una scelta verso la sobrietà, la responsabilità e la trasparenza. Da quest’anno saranno i cittadini a scegliere se e come sostenere la politica..“. Mentono sapendo di mentire. Di qui al 2017, in realtà, i partiti potranno cumulare il 2 per mille Irpef al classico finanziamento diretto. Un doppio finanziamento spacciato per abolizione.” Enrico Cappelletti

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RENZI E LA SCUOLA: DAGLI ANNUNCI ALLA REALTA’

cittadinanzattiva

Ieri, giovedì 18 settembre 2014, Cittadinanzattiva ha presentato il XII Rapporto su sicurezza, qualità e accessibilità a scuola, dal quale risulta che quattro scuole su dieci hanno una manutenzione carente, oltre il 70% presenta lesioni strutturali, in un caso su tre gli interventi non vengono effettuati, più della metà delle scuole si trova in zona a rischio sismico e una su quattro in zona a rischio idrogeologico.

Data questa grave situazione, la Scuola dovrebbe rappresentare una priorità assoluta di chi governa il Paese e infatti il Presidente del Consiglio e la sua squadra hanno presentato, qualche settimana fa, un Piano Scuola che vede, tra le altre cose, una serie di iniziative per il miglioramento delle condizioni degli spazi scolastici. Questo bellissimo pacchetto è stato confezionato ad hoc con titoli molto convincenti dal punto di vista mediatico, “Scuole sicure”, “Scuole belle”, “Scuole nuove”, che hanno fatto il giro di tutti i quotidiani e telegiornali per dire quanto sia bravo, bello e figo il “Premier” (continuano a chiamarlo così anche se in Italia non abbiamo un premierato).

Nel frattempo però in Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati, il Governo di Renzi emana il decreto attuativo relativo alla norna introdotta dal M5S, lo scorso dicembre in Legge di Stabilità, che aggiunge l’edilizia scolastica alle destinazioni dell’8×1000 in quota statale. E cosa succede? Succede che il decreto attuativo anziché riportare fedelmente la volontà dei legislatori, ne stravolga l’intento inserendo arbitrariamente anche il FEC (Fondo per gli Edifici di Cult0) tra i destinatari. Ovviamente questo indebolisce la misura che avevamo pensato per l’edilizia scolastica, richiesta a gran voce anche dalla società civile (vedi Cittadinanzattiva che ieri durante la presentazione ci ha fatto i complimenti per la battaglia che stiamo conducendo in questi giorni proprio su questa vicenda).

Quindi non solo per una forza di opposizione, data la situazione dittatoriale vissuta in Parlamento (ricordatevi sempre la maggioranza incostituzionale data dal Porcellum), è difficilissimo far approvare di tanto in tanto qualche emendamento ma c’è bisogno poi di stare allerta finché il governo non emana il decreto attuativo (quando si ricorda di farlo) perché anche questo potrebbe inficiare il lavoro svolto, tutto a discapito dei soliti cittadini.

Tra gli annunci roboanti del venditore di pentole fiorentino e la realtà dei fatti, come potete vedere, “c’è di mezzo il mare”.

Noi, continueremo a fare pressione al governo affinché venga ripristinata l’originaria volontà dei legislatori e l’8×1000 vada alla sicurezza degli edifici scolastici. Io personalmente ho provato anche a smuovere le coscienze dei miei colleghi di commissione (che dovrebbero essere sensibili al tema) ma finora nessuno a battuto colpo. Speriamo che almeno in questo caso il buon senso, e la responsabilità nei confronti delle generazioni future, prevalga su ordini e interessi di partito.

Chiudo provando a smuovere anche la coscienza di Renzi: Presidente… - no aspettate, quale coscienza?!

ReStart Campania

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ReStart Campania è un ambizioso progetto promosso da un gruppo di attivisti del Movimento 5 Stelle che in poco tempo vede già coinvolti centinaia di attivisti campani e che abbraccia già svariati territori della nostra regione.

Al fine di rilanciare il nostro territorio e poter creare i presupposti tali da rimettere in moto il turismo, la ricchezza e quindi la macchina occupazionale abbiamo deciso di fare ”ReStart” ossia di riavviare (ricominciare) dal nostro patrimonio storico, artistico e culturale.
Ricominciamo dalle ricchezze attualmente abbandonate o comunque trascurate dagli attuali enti o amministrazioni locali.
Riavvolgiamo il nastro della storia per prospettare insieme un futuro migliore!

Metti “Mi piace” su questa pagina ReStart Campania e condividi, aiuta il nostro progetto a diventare realtà!

A questo link potete leggere la prima recensione di una bellezza torrese: “Villa Sora”

Madri nella crisi, cosa intende fare l’Assessore Mantovani?

Le “Madri nella crisi”, un centinaio di lavoratrici con contratti atipici che hanno prestato servizio presso il Policlinico di Milano e che sono state licenziate, con due presidi, in Piazza della Scala e sul tetto del Policlinico, da giorni attendono che le istituzioni individuino una soluzione al licenziamento.

Il Movimento 5 Stelle Lombardia, rilevata l’ apertura delle istituzioni (Policlinico, la Regione, attraverso l’ARIFL, LA Tempor e il Comune di Milano) riunite a un tavolo di venerdì 12 settembre, chiede che le proposte delle Madri in Crisi, che hanno espresso la volontà di abbandonare l’occupazione del tetto e rimuovere il presidio in Piazza della Scala, siano valutate al più presto in un confronto concreto.

Per M5S Lombardia “Questi lavoratori attendono risposte politiche che devono arrivare dall’Assessore alla Sanità Mario Mantovani, per non rischiare di allontanare professionalità acquisite dal sistema sanitario lombardo. Siamo ormai vicini a una soluzione del problema e la volontà concreta di trovare soluzioni percorribili da parte dell’Assessore Mantovani agevolerebbe il confronto tra le parti”.

Basta impianti inquinanti a Bedizzole

Molti ricorderanno la vicenda del “Gassificatore di pollina di Bedizzole”.

Nel 2011 un’impresa cercò di realizzare un impianto sperimentale per la produzione di energia dall’incenerimento di pollina che avrebbe deturpato il paesaggio, danneggiato l’economia turistica locale, aggravato il traffico pesante e l’inquinamento atmosferico, già pesantissimo in tutta la Pianura Padana.
La cittadinanza si mobilitò, e, nel 2012 la Provincia negò l’autorizzazione. Il ricorso al TAR presentato dall’azienda proponente fu respinto nel settembre 2013.

Ma, spenti i riflettori su questo procedimento, saranno presto in attività altri due impianti a biomasse.

In località Riali è stato autorizzato un impianto energetico di cogenerazione di potenza 100 KW alimentato da residui zootecnici e biomasse agricole, con una “Procedura Abilitativa Semplificata” di competenza del Comune.

In Via Fusina, la ditta Energy Power s.r.l. attiverà un impianto di cogenerazione a biomasse per la produzione di energia elettrica da 200 Kw. L’impianto produrrà acqua calda a 80°C e vapore per alimentare un generatore a turbina mediante la combustione a 900° di cippati di legno e pellets. Fino ad 850 kg di biomasse bruciate ogni ora, per 8000 ore all’anno, per un totale di 6800 tonnellate annue.
Ai sensi dell’art. 19 della legge 241/90, l’azienda potrà iniziare la propria attività senza verifiche e controlli preliminari da parte degli enti competenti.

Il M5S di Bedizzole esprime forte preoccupazione per l’impatto ambientale che deriverà dal proliferare di questi impianti e sull’insufficiente controllo pubblico previsto. Nonostante i sistemi di filtraggio a norma di legge, infatti, sarà inevitabile una sensibile dispersione nell’atmosfera di fumi a oltre 300°C contenenti polveri sottili, monossidi e anidride carbonica che aggraveranno il già pesante inquinamento dell’aria nella zona di Bedizzole.

A nome di tutti i cittadini di Bedizzole, auspichiamo una decisa presa di posizione dell’amministrazione in carica affinché si adoperi per vietare in futuro il proliferare di simili tipologie di impianti o qualsivoglia sistema che possa contribuire all’incremento dell’inquinamento ambientale in nome di interessi privati ed a discapito dell’ambiente e della collettività.

MoVimento 5 Stelle Bedizzole